"Il principato di Oneglia è quel tratto di paese dell'occidentale Liguria nella diocesi di Albenga che si stende dal mare a Montegrande, ove scaturisce l'Impero, dagli antichi chiamato flumen Lucus, a gradi 25, 36 di longitudine, e 43, 55 di latitudine. La sua configurazione rappresenta una foglia di lauro, cinta e sparsa di colli e poggi, i quali sono una ramificazione del predetto monte, e gli danno un'estensione di venticinque miglia in lunghezza sopra un diametro di circa sette miglia nella sua maggiore larghezza. Quelli che staccansi a settentrione di Montegrande formano la punta superiore della medesima configurazione, e la prolungano sino alle Alpi, e per meglio dire sino al giogo nominato Fronte. Gli altri che diramansi lateralmente a mezzogiorno, ne compongono la parte centrale, e la punta inferiore che si apre in due lati alla foce dell'Impero. Sulla destra sponda uno di questi due lati forma il monte di Bardellino, e l'altro il capo Verde che spiccasi in mare; ed è un grosso promontorio detto anche capo d'Oneglia e capo Berta. Questo principato fu eretto dal duca Carlo Emanuele il Grande con sue lettere patenti delli 17 decembre 1620, nella persona di Emanuele Filiberto suo figlio terzogenito. Consiste in tre valli: cioè nella valle di Oneglia, del Maro, e di Prelà. La valle di Oneglia comincia da Oneglia stessa e si stende per lo spazio do otto miglia sino a San Lazzaro; dividesi in superiore ed inferiore; quella comprende il contado del Bestagno e questa Oneglia, e il di lei territorio diviso in tre quartieri. Confina a levante col mandamento di Diano, a ponente con quello di Porto Maurizio...""

"(Ora) in riva al mare... stava un tempo sopra di un promontorio un miglio a settentrione nel sito or detto Castelvecchio."

"Castelvecchio è il primo comune della valle di Oneglia che si incontra alla distanza di un miglio. Cinque piccioli villaggi ne formano la totale sua popolazione di trecentocinquanta anime: cioè la cappellania di San Bernardo dell'Oliveto sul torrente dello stesso nome, Costiolo, Costarossa con chiesetta dei SS. Cosmo e Damiano, Malpertugio detto anche Castelvecchio alla sinistra sponda del fiume...e Barcheo sull'altra ripa".

Così presentava il territorio di Oneglia Giuseppe Maria Pira nel suo libro "Storia della città e del Principato di Oneglia" - edito a Genova nel 1847


Le origini di Oneglia sono incerte, come incerta è l’origine del nome; forse deriva da Unelia, “pagus” preromano che si raccoglieva intorno al "castelum", cioè un'altura fortificata, secondo l'uso degli antichi liguri, qual è quella che si erge sull'odierno Castelvecchio. Secondo l'Andreoli il termine deriverebbe da "ona", ossia ontano, una pianta che sarebbe cresciuta in gran numero nella zona. Per Giacomo Molle e Lucetto Ramella si rifà al suffisso "elia", "elli", "eli" caratteristico della lingua degli antichi Liguri. Il nome "Unelia" appare per la prima volta in un documento del 1145: il trattato di alleanza del 9 agosto 1145 tra Albenga e Pisa. La Unelia preromana era inclusa nel territorio degli Ingauni; la cui capitale era Albenga. Con la conquista romana della Liguria di ponente, gli Ingauni si assimilarono con i conquistatori.

Dopo che i Saraceni di Frassineto, nel 935, ebbero distrutto Castelvecchio di Oneglia, gli abitanti si stabilirono in riva al mare, dando origine ad una Ripa Uneliae.

Intorno al 1100 Oneglia si pone sotto la protezione del vescovo di Albenga probabilmente per sfuggire alle vessazioni dei Clavesana, signori di Porto Maurizio. Oneglia restò Signoria del vescovo di Albenga fino al 1298, anno in cui fu venduta a Nicolò e Federico Doria. L'atto di vendita venne stipulato il 30 gennaio 1298 nella chiesa di S. Maria delle tre fontane in Albenga e comprendeva i castelli ( castra ) e i paesi ( villae ) che i vescovi albenganesi avevano nella valle di Oneglia. Con l'avvento dei Doria, ha inizio lo spostamento del centro comunale dal castrum alla Ripa.


Ad Oneglia nacquero l’ammiraglio Andrea Doria (1466 - 1560), il letterato G. Pietro Vieusseux (1779-1863), Maria Pellegrina Amoretti (1756-1787), la prima donna laureata in giurisprudenza, lo storico Giuseppe Maria Pira (1774-1835), lo scrittore Edmondo De Amicis (1846 - 1908).

Il centro di Oneglia è piazza Dante "U Rundò" .Sulla piazza si affaccia l’ex Palazzo Comunale di Oneglia. Il palazzo fu costruito nel 1890; prima c'era un giardinetto privato.


 

La parrocchia di San Giovanni.

La costruzione della chiesa, a croce latina, fu iniziata nel 1739 e terminata nel 1757; fu consacrata il 13 giugno 1762 dall'onegliese mons. Delbecchi, arcivescovo di Alghero. La caratteristica facciata, fregiata con lo stemma di Oneglia con la croce e la pianta dell'olmo, dominata in alto dalla statua di San Giovanni posta tra quelle dei Santi Pietro e Paolo, risale al 1838.


 

Ciò che resta dell' ex impianto siderurgico "le Ferriere" [ geograficamente nel territorio di Porto Maurizio ], costruito a partire dal 1906 dalla società Siderurgica Ligure Occidentale.

Nel 1909 la proprietà passò alla società Ferriere di Voltri. L'area occupata dallo stabilimento, ubicata dapprima solo sulla sponda sinistra del torrente Impero, si estese nel 1915-1916 in territorio di Porto Maurizio, sulla sponda destra dell'Impero. La costruzione dell'acciaieria venne ultimata sul finire del 1918 e la produzione dei primi lingotti si ebbe nel novembre del 1919. Nel dopoguerra la produzione continuò a pieno ritmo; comprendeva laminati in acciaio comune e lingotti per la trasformazione degli stessi in laminati. Normalmente lo stabilimento produceva 50.000 tonnellate annue di acciaio ( lingotti e getti ) e 25.000 tonnellate di laminati.

Poco dopo il passaggio di proprietà all'Ilva, nel 1930 gli impianti furono smantellati.

Nel 1997 l'intero complesso è stato catalogato come monumento e cintato con una rete di protezione. Ora (anno 2000) restano le tre ciminiere e l'ala del fabbricato prospiciente la sponda destra del torrente Impero.


Il cosiddetto "palazzaccio" ( ora in demolizione) fu costruito sui resti delle antiche mura di Oneglia e del castello dei Doria.